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allergie

Allergie stagionali

“Starnuti frequenti, rinorrea (naso che gocciola), prurito agli occhi, chiusura e congestione nasale… l’arrivo della primavera segna l’inizio di un nuovo ciclo”.

Dopo il freddo invernale con la nuova stagione la natura rinasce in un’esplosione di colori e profumi. Non per tutti, però, questo momento è vissuto con gioia, infatti per qualcuno la nuova stagione rappresenta il ritorno puntuale di un fastidioso e spesso invalidante problema: l’ALLERGIA.
Almeno il 10-15% della popolazione italiana è colpita da fenomeni allergici e si calcola che nel nostro Paese circa 7 milioni di persone soffrano di questa patologia.

Che cos’è l’Allergia

L’allergia è un’eccessiva reazione di difesa del sistema immunitario di fronte a sostanze considerate erroneamente nocive. La sostanza estranea non viene riconosciuta come compatibile con l’organismo e viene considerata più pericolosa di quanto non sia in realtà. Il sistema immunitario opera da un lato una particolare segnalazione dell’estraneo nella sua memoria interna, e dall’altro costruisce un numero eccessivo di anticorpi pronti a reagire massicciamente qualora si ripresentasse un nuovo contatto.

Quali sono le cause predisponenti

L’allergia è influenzata da fattori genetici. Non è però l’anticorpo che viene ereditato bensì la generica predisposizione. In altre parole un genitore allergico al polline potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici al pelo di animale… La probabilità di sviluppare un’allergia per un figlio in cui entrambi i genitori sono allergici si aggira intorno al 40-60%, con nessun genitore allergico si riduce al 5-10%. Le allergie derivano da alterazioni su diversi cromosomi del dna, si suppone che alcuni di questi siano anche quelli regolatori dell’asma, in entrambi i casi si ha infatti come sintomo l’iperattività bronchiale. Il rischio di sviluppare un’allergia aumenta quindi all’aumentare del numero di parenti affetti dalla patologia.

I fattori ambientali investono un ruolo importante nell’insorgenza dell’allergia. Una recente teoria indica nell’eccesso di igiene una delle cause che favoriscono l’insorgere dell’allergia. E’ dimostrato che un ambiente (o un cibo) eccessivamente “sterilizzato” non sia salutare per il sistema immunitario che diviene più predisposto allo sviluppo di allergie. Nei bambini che vivono in ambiente rurale o che hanno un gatto in casa (dimostrato nei primi due anni di vita), la probabilità di allergia si riduce in modo significativo.

Nei paesi occidentali il precoce utilizzo di antibiotici nei bambini, l’ampio utilizzo di additivi chimici negli alimenti e la loro sterilizzazione, sembrano ritardare lo sviluppo della flora batterica che è molto importante in quanto produce endotossine, che a loro volta inibiscono la produzione di proteine allergizzanti.

Predisposizione allo sviluppo dell’allergia è connessa anche al mese di nascita. In primavera, infatti, i vegetali liberano i propri pollini, mentre in autunno è maggiore la frequenza degli acari, perciò l’esposizione prematura a uno di questi allergeni comporta maggiori probabilità di uno sviluppo futuro dell’allergia.